L'antica Chiesa originariamente dedicata ai Santi Pietro e Paolo

L'antica pieve romanica di SS. Pietro e Paolo a San Piero, indicata negli elenchi delle decime della fine del XIII secolo come “Ecclesia Sancti Petri de Ilva”, assunse il nome di San Nicolò nel 1500 quando fu costruita la nuova chiesa parrocchiale, dedicata appunto a SS. Pietro e Paolo.

La sua presenza ha dato il nome al paese di San Piero, che in documenti del XIV secolo è detto Sancto Petro de Campo.

Nel corso dei secoli l'edificio ha subito numerosi rimaneggiamenti e anche se viene indicata come una delle tante chiese romane elbane, la caratteristica forma della pianta a due navate di uguale ampiezza e con due absidi, è riconducibile al IX e X secolo.

La sua edificazione risale al VII secolo sui resti di un tempio pagano dedicato al dio Glauco (dio del mare protettore dei naviganti), di cui sono stati rinvenuti dei frammenti di ceramica a vernice nera. 

L'interno della chiesa, oggi ridotto a tre campate in luogo delle assai probabili cinque originarie, conserva del periodo romanico due colonne, dividenti le due navate, che terminano in due capitelli. Originali del periodo romanico sono anche le arcate che sovrastano i sostegni e gli archi di coronamento delle absidi, riempite di una minuta miniatura fatta di scaglie di pietra e laterizio. Le due absidi rappresentano una rarissima particolarità che la rende un unicum in tutto l'Arcipelago Toscano; inoltre è probabile che quando la chiesa era ancora dedicata a San Pietro e San Paolo, le abisidi fossero a loro dedicate, infatti in una si rilevano resti di un affresco in cui è rappresentato San Pietro con il libro e le chiavi.

All'interno le pareti sono decorate da affreschi del XIII-XIV secolo, con pitture che potrebbero definirsi di scuola “vagamente pisana”, anche se gli studiosi le attribuiscono ad un pittore catalano del XV secolo. Gli affreschi consistono in una Crocifissione, in una Trinità e in una raffigurazione di Santi tra cui San Michele, San Niccolò e San Sebastiano.

Nel XV secolo gli Appiani signori di piombino costruirono due torri-bastioni (uno verso ponente e l'altro verso levante), fortificando l'intero impianto originario allo scopo di difesa contro le incursioni del pirata Dragut. Ciò provocò la distruzione delle due absidi e l'arretramento della facciata con la conseguente ricostruzione di gran parte delle fiancate.

Pare che la Chiesa fino ai primi anni del 1800 servisse anche come cimitero, essendo il suo pavimento sostenuto da volte sotterranee, poi in seguito al rifacimento della pavimentazione queste sepolture furono del tutto chiuse e sopra vi fu posto un marmo con l'emblema della morte per conservarne la memoria.

Dalla parte opposta rispetto alla chiesa, c'è il piazzale Belvedere (che a San Piero si chiama Facciatoja), che rileva l'antica funzione difensiva delle fortezze. Da qui si scorge una splendida veduta sul golfo di Campo e sullo sfondo le isole di Pianosa, Montecristo e del Giglio.

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Chiesa di San Niccolò