Forte militare e rifugio dalle invasioni

La fortezza del Giogo o del Giove si trova sulla sommità di una collina lungo la strada che congiunge Rio nell'Elba alla frazione di Cavo ed è facilmente raggiungibile percorrendo un breve sentiero immerso in un bosco di lecci e altra vegetazione mediterranea.
Dal forte il panorama è veramente unico, la vista si spinge sul canale che divide l'Isola d'Elba dalla costa piombinese, punteggiato dagli isolotti di Palmaiola e Cerboli, fino ai promontori di Populonia e dell'Argentario, sul versante orientale dell'Elba e sull'Isola del Giglio.
Sul nome della fortezza vi sono opinioni diverse che traggono origine dalla tradizione: una fa risalire il termine giogo al latino iugum, riferendosi alla conformazione geografica “a sella” dell'altura su cui sorge la fortificazione; una seconda che si appella alla divinità di Giove, per il quale secondo una leggenda fu costruito un tempio proprio sulla sommità della collina.
Nonostante alcune fonti risalenti al XVIII e XIX secolo affermino la presenza di un edificio più antico, l'attuale fortezza fu costruita nel 1459 per opera degli Appiani e rappresenta ancora oggi un esempio evidente di struttura militare tardo medievale.
Il forte aveva l'importante funzione di controllo sul traffico marittimo e sulle miniere, ma fu utilizzato anche come luogo di rifugio per la popolazione del vicino borgo di Grassera (un villaggio minerario dell'Isola d'Elba attestato tra il XIII e il XIV secolo) che rimase duramente colpito dalle invasioni del 1534 e 1553 da parte dei turchi guidati da Barbarossa e Dragut.
L'edificio subì numerosi assedi anche nel XVII secolo, durante la dominazione spagnola, che portarono alla sua rovina, prima per mano dei Francesi e successivamente delle truppe austriache.
Oggi l'edificio è in stato di abbandono e lo stemma in marmo del principato degli Appiani che sovrastava l'ingresso principale è andato perduto.

 

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Fortezza del Giogo