Costa orientale dell'Isola d'Elba
La zona delle miniere: Capoliveri, Porto Azzurro, Rio Elba e Rio Marina
La zona orientale fin dagli inizi del novecento ha rappresentato per l'economia elbana una parte vitale che si basava essenzialmente sull'estrazione e la lavorazione del ferro, successivamente trasformato in ghisa nell'imponente stabilimento siderurgico di Portoferraio, distrutto durante la seconda guerra mondiale e mai più riattivato.
Rio Albano, Vigneria, Terranera, sono i noti giacimenti a cielo aperto sfruttati fin dal tempo degli etruschi, dove venivano estratti pregiati minerali, oltre 150 specie diverse, tra cui quarzo, magnetite, ematite, pirite, e l'ilvaite, un minerale che per le sue particolari caratteristiche, prese l'antico nome dell'Elba: "Ilva". Adesso delle vecchie miniere non resta che un paesaggio surreale, quasi magico, oggi visitabile, almeno in parte, grazie ad una cooperativa che organizza escursioni nel Parco Minerario.
Per un benefico bagno allo zolfo ci si può tuffare nel laghetto di Terranera, un piccolo specchio d'acqua solforosa di colore verde in netto contrasto con il blu intenso del mare, dal quale è separato solo da pochi metri di spiaggia. Per la particolare conformazione del territorio la maggior parte delle spiagge esistenti in questo versante, hanno la sabbia mischiata alla polvere del minerale, che le conferisce il classico luccichio, rendendo a questi lidi ancora di più l'aspetto di veri e propri gioielli della natura.
Cavo, tranquilla frazione balneare, con un attrezzato porticciolo turistico, è completamente circondata dal verde dove spicca l'antico mausoleo della famiglia Tonietti, a rimarcare l'importante passato minerario del paese.

