Isola di Montecristo, selvaggia e inespugnabile isola dell'Arcipelago Toscano

L'Isola di Montecristo, un tempo chiamata Oglasa, è una delle isole più selvagge e inaccessibili del Parco Nazionale Arcipelago Toscano e costituisce anche una Riserva Naturale Statale Integrale con decreto ministeriale del 4 marzo 1971 per tutelare la natura peculiare dell'isola e Riserva Naturale Biogenetica diplomata dal consiglio d'Europa dal 1988.

Secondo una leggenda, l'origine del nome Montecristo sarebbe riconducibile a San Mamiliano, che dopo essere stato fatto prigioniero e schiavo riuscì a fuggire e a rifugiarsi sull'isola dove visse in solitudine e meditazione in una grotta, chiamata infatti Grotta del Santo, ribattezzando l'isola in “Mons Christi”. La leggenda racconta inoltre la coraggiosa uccisione da parte di Mamiliano, di un terribile drago alato guardiano dell'isola, alla morte del quale sul luogo del combattimento, sarebbe scaturita una sorgente d'acqua purissima.

L'isola è stata resa famosa dal celebre romanzo di Alexander DumasIl Conte di Montecristo”, che racconta la storia di un leggendario tesoro nascosto proprio a Montecristo nell'Abbazia di San Mamiliano, costruita nel '600 da monaci benedettini.

Montecristo è un'isola prevalentemente composta di granito grigio-rosa e visivamente ha una forma a piramide che dà l'idea di inespugnabilità. Sono presenti pochi sentieri che consentono di raggiungere la cime delle due vette più alte: Monte Fortezza (645 metri) e Cima dei Lecci (563 metri). Le sue coste a picco sul mare non permettono un facile approdo all'isola, infatti l'unico punto accessibile è Cala Maestra, sul versante occidentale.

Le condizioni che hanno impedito un'influenza antropica a Montecristo, hanno favorito il prosperare della flora e della fauna di molte specie un tempo diffuse in tutta l'area dell'Arcipelago. La copertura vegetale è costituita da una bassa macchia mediterranea di arbusteti a prevalenza di erica arborea, rosmarino, cisto, elicriso e maro e costituisce un rifugio importante per gli uccelli migratori.

Per quanto riguarda la fauna, la capra selvatica è sicuramente l'elemento più vistoso, importata probabilmente da antichi navigatori, oggi si è perfettamente adattata all'ambiente. È presente inoltre il raro discoglasso sardo, una rana appartenente all'area sardo-corsa.

Montecristo è luogo di passaggio di numerosi uccelli migratori e ospita importanti specie di uccelli marini tra cui il gabbiano corso e la berta minore, le cui colonie sull'isola sono di interesse europeo, mentre tra i rapaci è possibile scorgere il gheppio, la rara aquila reale e qualche corvo imperiale.

A Montecristo vivono inoltre alcune specie endemiche di rettili tra cui il biacco e la vipera di Montecristo.

Anche l'ambiente marino è molto ricco, sul fondale di Montecristo infatti vi sono praterie di posidonia, anemoni di mare, coralli e fino a circa 40 anni fa l'isola era anche l'habitat naturale per le foche monache, specie ormai molto rara in tutte le acque del mediterraneo.

Montecristo ad oggi è praticamente disabitata, vi soggiornano infatti solo alcuni agenti del Corpo Forestale dello Stato, ma fino al XVI secolo è stata sede di una comunità monastica, di cui oggi rimangono i resti dell'antica abbazia e monastero di San Mamiliano, nella località chiamata il Convento. Ancora visibile è anche la grotta dove si dice che il santo abbia soggiornato. L'unica costruzione attualmente presente sull'isola, dove vi risiede la guardia forestale, è la Villa Reale di Cala Maestra, fatta costruire dal proprietario di allora l'inglese Giorgio Watson-Taylor e oggi sede di un piccolo Museo Naturalistico.

Area protetta e fruizione

L'Isola di Montecristo è fortemente tutelata, infatti tutto il territorio fa parte della zona di tutela 1, a cui si aggiunge anche lo Scoglio d'Africa o Affrichella, situato a largo dell'isola. Anche la totalità del mare che circonda Montecristo, fino a 1 km dalle sue coste, è inserito nella zona di tutela 1.

Il Consiglio d'Europa, nell'attribuire a Montecristo il diploma di Riserva Biogenetica, ha imposto di non superare il limite annuale di 1000 visitatori, consentito principalmente a ricercatori e associazioni naturalistiche. Da qualche anno però l'Ente Parco, promuove un bando per la visita di Montecristo fino a un massimo di 100 persone tra gli abitanti del Comune di Portoferraio, dell'Elba e dell'Arcipelago Toscano, sempre nell'ambito dei mille visitatori totali annui.

Visualizza modalità di iscrizione e costi per la visita guidata prevista per domanica 8 ottobre 2016 a Montecristo >

Informazioni utili

Corpo Forestale di Follonica 0566 40019 - utb.follonica@corpoforestale.it

Richiedi un preventivo gratuito