Comune di Rio nell'Elba

Rio nell'Elba: famosa per le sue miniere di ferro che risalgono all'età etrusca

Frazioni Bagnaia, Nisporto, Nisportino
Superficie 16 km²
Abitanti 1.174
Altitudine 165 m s.l.m.
CAP 57039
Prefisso telefonico 0565

Rio nell'Elba Rio Elba è uno dei più antichi borghi dell'isola con origini nell'età del bronzo, e conserva numerose tracce del suo passato. Arroccato sopra un colle a 180 metri sul livello del mare, come il resto dei paesi del versante orientale appartiene alla tradizione mineraria che si perde nella notte dei tempi.

Famoso per le sue miniere di ferro che risalgono all'età etrusca, è stata il centro minerario dell'isola fino alla chiusura dei giacimenti. Una grande varietà di minerali è esposta nel locale Museo dei minerali elbani "Alfeo Ricci".

Il museo si trova nel centro storico del paese di Rio nell'Elba ed ospita più di 700 pezzi delle numerose varietà di minerali provenienti dalle diverse parti dell'isola. L'Elba, infatti, da un punto di vista geologico è suddivisa in 3 fasce.

La fascia occidentale, dove si innalza il Monte Capanne, è costituita prevalentemente di graniti, tormaline, berilli, serpentine e porfidi. La fascia mediana è formata, ad Est, di diabasi e serpentine; a Ovest, di porfido quarzifero, alberese, granito.

La fascia orientale, infine, presenta una maggiore complessità di composizione: la parte meridionale del Monte Calamita e il pezzo di costa compreso tra Porto Azzurro e Rio Marina è composta da micascisti paleozoici, feldspato, quarzo, tormalina, marmi, dolomie; nella zona di Capoliveri ci sono porfidi e masse calcaree; la parte settentrionale è quella più ricca di minerali ferriferi quali oligisto, limonite e magnetite, vi si trovano, inoltre, scisti ardesiani e carboniosi, arenarie e puddinghe del permiano, calcari del mesozoico. L'ultima miniera a ferro dell'isola è stata chiusa nell'ottobre del 1981.

Altri luoghi di interesse storico culturale sono il Castello del Volterraio, la Chiesa Parrocchiale di S.S. Giacomo e Quirico edificata nell' XI secolo è stata più volte distrutta dai pirati e ricostruita. Oggi la struttura esterna è rinascimentale mentre quella interna è decisamente barocca e quella di Quirico, l'oratorio di S.Caterina e la Chiesa della Santissima Trinità.

Questo piccolo santuario del XVI secolo a cui è annesso un eremo, si trova sulla strada per Nisporto nei pressi dell'antica Grassera, un villaggio medievale distrutto dai pirati turchi nel 1500. Il lunedì di Pasqua, giorno in cui si celebra l'apparizione della santa, c'è l'usanza di mangiare fichi secchi in segno di devozione.

Interessanti sono i vecchi Lavatoi con le bocche in ottone del 500, la valle dei mulini dove un tempo ne esistevano ben 22 alimentati dalla sorgente dei Canali e l'Eremo di Santa Caterina, oggi punto di riferimento della cultura internazionale. Di particolare fascino e mistero si presenta il Castello del Monte Giove e la Fortezza del Volterraio, l'unica mai espugnata dai pirati saraceni.

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