L'esilio di Napoleone Bonaparte all'Isola d'Elba

Storia dell'esilio dell'imperatore francese all'Elba nel 1814

Oltre che per il mare cristallino, i colori della sua natura e la ricchezza dei suoi minerali, l'Isola d'Elba è nota in tutto il mondo per un grande nome: NAPOLEONE BONAPARTE.

Dopo la rovinosa battaglia di Lipsia e a seguito del trattato di Fontainbleau, Napoleone, fino a quel momento Imperatore dell'intera Europa, è costretto ad abdicare dal trono di Francia e accettare ben altro "impero": l'Isola d'Elba.

Sì, perché, al contrario di quanti molti pensano, Napoleone non fu "imprigionato" all'Elba: egli scelse l'isola per il suo esilio e vi regnò portando più innovazioni di quante qualsiasi governo avesse mai fatto. Per la prima volta dopo secoli, l'Isola d'Elba era unita sotto un'unica bandiera (è stato l'unico momento in cui è stata unita: tutt'oggi l'amministrazione è suddivisa in ben 8 comuni) e per la prima volta, dopo una vita fatta di battaglie e spostamenti, Napoleone Bonaparte era obbligato a fermarsi e governare un territorio che lo avrebbe ricordato per sempre.

Questa sezione vuole rivivere brevemente i dieci mesi della permanenza di Napoleone all'Elba ripercorrendo i luoghi simbolo del suo esilio, quelli meno conosciuti della sua vita privata e alcune storie e aneddoti raccontati dalla voce di Sandro Foresi (S. Foresi, Napoleone pover'uomo, 1941).

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