La ricetta del Castagnaccio e delle frittelle

Il castagnaccio è una ricetta tipica della tradizione elbana: un dolce povero di origine contadina, oggi considerato una prelibatezza, una volta venivano preparato come variazione alla solita polenta di castagne.

Per arricchire la ricetta venivano poi aggiunti, a seconda della disponibilità degli ingredienti, noci, pinoli che venivano raccolti durante l'estate e pazientemente schiacciati con il martello (un compito affidato solitamente ai ragazzi che lo consideravano un gioco) e l'uva passa che veniva ricavata mettendo i grappoli sui graticci a seccare al sole o nel forno. 

Ingredienti

300 gr di farina di castagne, 30 gr di uvetta secca, 30 gr di pinoli, scorza grattugiata di un arancio, un cucchiaio di semi di finocchio, olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale, acqua q.b.

Preparazione

Preriscaldate il forno a 200°C e lasciare riposare l’uvetta in acqua tiepida.

In una zuppiera setacciare la farina aggiungendo un pizzico di sale , poi versare l’acqua mescolando il tutto con una frusta fino a ottenere una pastella ben amalgamata.

Aggiungere l'uvetta , i pinoli (tenete da parte un pò  di questi ingredienti  per cospargere la superficie del castagnaccio prima di infornarlo), la scorza di arancia grattugiata e i semi di finocchio. 

L’impasto deve risultare piuttosto liquido, ma non acquoso.  

Ungere una teglia bassa e di media grandezza con l’olio e versare l'impasto cospargendo la superficie con gli ingredienti messi da parte, a questo punto versaee sopra un filo d’olio e infornare per 30 minuti a 200° (fino a che si sarà formata una bella crosticina).

Servire caldo o tiepido. 

Secondo un'altra versione della ricetta, al posto dei semi di finocchio è possibile utilizzare il rosmarino.

Frittelle di castagne

Con lo stesso impasto del castagnaccio, lasciato riposare per qualche ora, si preparano anche delle ottime frittelle.

Con l'aiuto di un cucchiaio versare l'impasto nell'olio bollente voltando le frittelle e portandole a cottura.

Servire ben calde dopo averle fatte scolare su carta assorbente.

Ricette tratte da “Etologia Gastronomica delle Isole di Toscana” di Alvaro Claudi 
Foto Francesca Rovetto
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