Un’immersione che regala vere sorprese

Questa facile immersione può regalarci delle vere sorprese. Possiamo comodamente girare tutto intorno alla secca, in quanto la sua profondità non supera mai i - 20/25 m.

Le sue pareti sono caratterizzate da continui anfratti e passaggi, dimora di polpi e da cui sporgono abitualmente le teste di belle murene e gronghi. Molte volte nella parte ovest della secca è facile incontrare qualche bella cernia e innumerevoli branchi di salpe intente a brucare le alghe che ricoprono il fondo

Saraghi, occhiate e castagnole saranno sempre intorno a noi e non mancheranno i nudibranchi, spirografi e anemoni.

Ritornando verso la barca nella parte est della secca, troviamo un ampio tratto di sabbia detritica, che separa la secca dalle Isole Gemini, qui era stato collocato il monumento a "JAQUES MAYOL".

Il famoso apneista francese, morto nel 2001 nella sua casa di Capoliveri, aveva eletto l'Elba come sua dimora, e proprio in questo mare che lui amava tanto, nel lontano 1976 era stato il primo uomo a scendere in apnea a - 100 metri.

Ritornando verso la parete della secca, alla sua base intorno ai - 10 m, troveremo l'entrata di una grotta che penetra nella roccia per qualche metro. La volta e le pareti sono ricoperte da falso corallo, margherite di mare e spugne. Nelle parti più buie, può capitare di vedere qualche bella magnosa (cicala di mare).

Due cunicoli ci permettono, con un pò d'attenzione, di uscire quasi sul cappello della secca.

Immagini per gentile concessione di Riccardo Buralli - Diving in Elba
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