Nelle vicinanze dello Scoglio dell'Ogliera, il relitto è tutto da esplorare

Immersione al relitto dell'ElviscotCi tuffiamo nel versante sud-ovest dell'Elba, e più precisamente nelle vicinanze dello scoglio dell'Ogliera di fronte alla piccola spiaggia di Pomonte. Qui, il 10 gennaio 1972, l'Elviscot, un cargo italiano di 499 tonnellate, partito da Napoli e diretto a Marsiglia, naufragava finendo sugli scogli, per fortuna senza conseguenze per l'equipaggio.

Il relitto rimase con la prua semiaffodata incagliata sugli scogli, costituendo un potenziale pericolo per i bagnanti della vicina spiaggia. Per questo motivo, ben presto lo scafo fu in parte recuperato e il resto completamente affondato. Ora l'intera poppa, la plancia e parte della fiancata prodiera, giacciono sul fondo sabbioso, sul lato est dello scoglio dell'Ogliera, ad appena 8-12 metri di profondità.

Lo scafo del Relitto di Pomonte, completamente ricoperto di alghe, spugne e microrganismi marini come gli stupendi spirografi è diventato un rifugio sicuro per molti pesci.

La poca profondità e la quasi assenza di correnti rende l'immersione al relitto di Pomonte tra le immersioni adatte anche ai subacquei meno esperti e agli snorkeler, ma in ogni caso è bene non sottovalutare l'esigua profondità, perché si tratta pur sempre di una immersione su un relitto, quindi deve essere affrontata con la solita prudenza e cautela.

Curiosità: nel 1987 il fotografo subacqueo Claudio Ziraldo, con questa suggestiva foto analogica del piccolo cargo, ha vinto il Grand Prize Nikon Photo Contest.

La plancia, o almeno di quello che ne resta, è facilmente visitabile, attraverso l'enorme apertura superiore. Passando dentro il fumaiolo (operazione consigliata solo ai più esperti), possiamo arrivare senza particolari problemi, dritti fino alla sala macchine dove è ancora ben riconoscibile l'intero apparato motore.

Due ampie aperture situate a poppa, permettono di risalire lungo un corridoio, dove tra suggestivi giochi di luce, creati dai raggi del sole che penetrano attraverso le feritoie e gli oblò, si giunge fino alla plancia di comando. In alcuni punti nuotano piccoli branchi di occhiate, saraghi fasciati e qualche isolata corvina, mentre murene e gronghi sembrano preferire gli angusti spazi delle contorte lamiere della fiancata prodiera.

Curiosità: Nel settembre del 2015 è stata organizzato un progetto molto particolare Luci dal profondo, con lo scopo di illuminare l'interno e tutta la superficie dell'Elviscot, l'evento ha permesso per la prima volta al mondo l'illuminazione di un relitto affondato, ed è stato seguito dai turisti grazie a dei natanti con il fondo dello scafo in vetro. 

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