La palamita è un pesce generoso e succulento che si presta a molte preparazioni gastronomiche.
Negli ultimi anni, al fine di promuovere la riscoperta di questo pesce prelibato e dei prodotti da esso ricavati, come la conserva di filetti sott'olio, la Fondazione Slow Food ha scelto di tutelare la Palamita dell'Isola d'Elba e i metodi tradizionali di pesca e lavorazione con un Presidio che riunisce i pescatori e i trasformatori locali.
Curiosità: Un tempo pescata con grandi reti a maglia larga dette “palamitare”, le palamite vengono oggi catturate nelle acque del mare dell’Isola d’Elba, prevalentemente nella zona di Capo Enfola, vicino a Portoferraio. Il periodo di pesca va dalla tarda primavera all’inizio dell’estate e ancora da fine settembre fino a tutto il mese di novembre.
A dimostrazione del legame di questa specie con il territorio locale, la Palamita è stata inserita nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).
Le sue carni, dal sapore forte e con una leggera punta di acidità, possono essere cucinate in svariati modi, ma il modo migliore per gustare la palamita è messa sott’olio.
La tradizione di conservare la palamita sott’olio arriva all’Elba con i pescatori ponzesi che si erano installati a Marina di Campo negli anni ’60.
Infoelba consiglia: Scopri la ricetta della Palamita sott’olio.
La palamita sott’olio è un prodotto genuino e di qualità e una vera prelibatezza. Può essere gustato da solo infilzandolo con la forchetta, o può essere utilizzato per preparare sughi e ripieni di verdure.
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