La città progettata da Cosimo I de’ Medici

Il centro storico di Portoferraio è una piazzaforte cinquecentesca fondata da Cosimo I de' Medici per motivi strategico militari, sui resti della Fabricia romana e della Ferraja medievale.

L’Isola d’Elba fino alla prima metà del 1500 era sotto l’influenza della signoria fiorentina e il Granduca Cosimo I de’ Medici, consapevole dell’importanza strategica che l’isola rivestiva nel Mediterraneo, era intenzionato ad edificare una nuova città per espandere il ducato e proteggere i traffici commerciali nel Tirreno.

CosmopoliPer dar vita al suo sogno e costruire la città di Cosmopoli, Cosimo elaborò un progetto suddivisibile in due parti: occupare con un forte campale una posizione dominante del porto naturale di Portoferraio e costruire la città fortificata.

Nel 1548, non appena ricevuta l'autorizzazione da Carlo V all’esecuzione del forte provvisorio, Cosimo fece arrivare sull’isola un nutrito gruppi di fanti a presidio della città oltre che muratori, sterratori e insieme a loro l’architetto Giovanni Battista Bellucci, affiancato da esperti di problemi difensivi e militari: Pirro Colonna e Otto di Montaguto a cui furono affidate le opere campali.

La necessità strategica di una fortificazione della baia della città derivava dalla paura di un altro attacco da parte dei pirati barbareschi che in quel periodo erano soliti tormentare sia le coste del Granducato che quelle elbane.

Per costruire Cosmopoli, Cosimo mise in gioco i migliori architetti: Bellucci prima e poi Giovanni Camerini che progettarono palizzate, terrapieni, mura, cortine rendendo la città di Cosimo, uno dei porti più sicuri del Mediterraneo.

Elementi principali del primo intervento di fortificazione della nuova città furono: Forte Stella, la Torre della Linguella e Forte Falcone connessi da un’imponente cinta muraria in modo da chiudere la città e creare un unico blocco difensivo. Un fossato dove circolava l'acqua di mare fu scavato a ovest per separare la fortezza dal resto dell'Elba, collegata alla città isola da un semplice ponticello levatoio. Il fossato che separava Cosmopoli dal resto dell'isola fu colmato agli inizi del XX secolo. 

Cosmopoli Il paese era protetto a ovest dalle difese più imponenti. I bastioni verso terra furono progettati a punta di diamante verso la probabile direzione d'assalto, sormontati da diverse cannoniere per poter colpire ogni angolo del territorio circostante. Elemento predominante era poi la Darsena, porto originariamente chiuso, ferrato da una catena di ferro.

Allo stesso tempo vennero progettati anche l'impianto urbanistico e i principali edifici. Tutto era stato progettato studiando la conformazione naturale del luogo e della città che rispondevano perfettamente alle esigenze militari difensive. Numerose cisterne per la raccolta e la conservazione dell'acqua erano state realizzate nel sottosuolo del paese per poter resistere all'eventualità di un lungo assedio.

Nel 1553 le strutture difensive di Cosmopoli risultano inespugnabili: mentre il resto dell'isola veniva messa a ferro e fuoco dagli assalti del pirata Dragut, la città diviene un sicuro rifugio per le popolazioni elbane.

In breve Cosmopoli diventò una grande corazzata sul mare e si svilupparono le condizioni di sicurezza per ospitare la popolazione civile che abbandonò le colline isolane per insediarsi fra le grandi mura. Intorno al 1556 venne emanato un editto per favorire il popolamento della città: furono accordate agevolazioni a chi vi si stabiliva, privilegi ed esenzioni. Nuovi abitanti giunsero da varie località isolane e molti altri dalla Toscana, dall'Italia centrale, dalla Sicilia, dalla Francia e dalla Grecia.

Presto il nome di Cosmopoli cadde in disuso a favore di Portoferraio che si rifaceva al vecchio nome romano e alla tradizione del trasporto del ferro. Acquistando importanza il borgo fu elevato a città e dal 1637 al 1751 ospitò la flotta granducale.

Nel 1559 fu realizzata la Biscotteria, dove si cuoceva e si faceva seccare il biscotto, cioè la galletta a lunga conservazione che costituiva il pane a bordo delle navi e in caso di necessità anche per la guarnigione locale. Sulle mura della costa settentrionale, già protette naturalmente da ripide scogliere furono impiantati quattro mulini a vento per la produzione di farina per approvvigionare l'abitato e la guarnigione. Poco lontano si trovavano i granai.

Nel 1575 su progetto di Bernardo Buontalenti, succeduto al Camerini alla realizzazione della città e delle nuove fortificazioni, fu costruito l'arsenale navale, oggi il mercato coperto di Portoferraio, dove erano allestite le galeazze, le navi da guerra del Granducato di Toscana.

Nuove opere furono poi realizzate dagli altri granduchi della famiglia dei medici e poi dal 1744 sotto il governo dei Lorena. Successivamente, alla caduta dell'Impero francese, Portoferraio fu capitale del piccolo regno assegnato a Napoleone Bonaparte.

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