L’Ordine istituito sul modello dei cavalieri di Malta

L’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano fu fondato per volere di Cosimo I de’ Medici nel 1516 a similitudine di quello già esistente dei Cavalieri di Malta, con l’obiettivo della salvaguardia della fede e la lotta agli Ottomani e alla pirateria barbaresca.

Prima del 1516 Cosimo aveva fatto altri tentativi di fondazione di un ordine cavalleresco, ma fu solo grazie all'ascesa al soglio pontificio di papa Pio IV, favorevole ai Medici, che poté essere fondato l'Ordine di Santo Stefano papa e martire, con Cosimo I come primo Gran Maestro.

Curiosità: L'emblema dell'Ordine è una croce rossa di Malta (nota anche come Croce delle Otto Beatitudini) bordata di oro in campo bianco, accantonata da gigli in oro. Originariamente l'Ordine era suddiviso in due categorie, i militi e i sacerdoti, cui si affiancavano i serventi (d'arme e di stallo), e ieri come oggi l'accesso era riservato solo a coloro che potevano dimostrare di possedere quattro quarti di nobiltà (cioè nobiltà di tutti i nonni materni paterni). I Cavalieri erano soggetti ai tre voti di castità, carità ed obbedienza dai quali, comunque, potevano essere dispensati dal Gran Maestro.

La prima sede dell'Ordine venne stabilita nella città di Cosmopoli presso l'ex convento di San Salvatore trasformato nel 1562 nella Caserma De Laugier. In seguito per motivi di contrasto con lo Stato dei Presidi fu trasferita definitivamente a Pisa, nella centrale piazza dei Cavalieri, dove Cosimo I fece edificare da Giorgio Vasari la Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri.

Nell’arsenale delle Galeazze, l’attuale mercato coperto, vennero costruite molte delle grosse galere, dette galeazze, che i Cavalieri usavano per difendere le coste dalle incursioni piratesche.

Esse segnarono l’intensa attività marittima militare dei Cavalieri di Santo Stefano dal 1561, anno della fondazione, sino alla metà del diciottesimo secolo, quando, disarmata definitivamente la flotta, i santostefaniani divennero un ordine onorifico.

Le testimonianze di quest’epopea sono oggi custodite a Pisa nei locali della sede dove, fra numerosi cimeli figurano una settantina di bandiere sottratte alle navi ottomane e magrebine catturate o affondate in combattimento.

Richiedi un preventivo gratuito